giugno 3rd, 2009
Living Stazione Centrale
sarà un mesetto che mi chiedo cosa diavolo vendono le ucraine dietro Stazione Centrale. cos’è quel pacchettino nero incellophanato? custodie per cellulari? non penso, altrimenti cercherebbero di venderle a chiunque. invece credo che il loro target siano altri connazionali.
mah.
un’altra cosa che mi chiedo tutte le sere quando attraverso il marciapiede dove parcheggiano le corriere per l’aeroporto è: ma quando cavolo finiscono i lavori che bloccano l’uscita posteriore e ti costringono a fare il giro del globo ogni volta?
mah anche qui.
a parte queste domande irrisolte devo rassicurare il forestiero timoroso di avventurarsi nella grande metropoli che Stazione Centrale non è poi un luogo così pericoloso.
Io vedo sempre le stesse scene. All’inizio della strada, verso il baracchino dei gelati (si chiama Sartori? non mi ricordo) ci sono gli avvinazzati seduti e sdraiati sugli scalini o per terra. Insomma avete capito l’andazzo.
Ma da questi non ho mai sentito fischi, schiamazzi, apprezzamenti volgari verso le passanti. Si fanno le loro cose, e al massimo guardano. Così mi è parso almeno.
Più avanti ci sono poi tutti quelli che devono prendere la corriera e arrivano trafelati, oppure fumano l’ultima sigaretta. Qui durante la settimana della moda e simili si vedono belle personcine, il resto dell’anno ciabattoni o famiglie numerose. Anche qua, tenendo sempre il portafoglio sul cuore per prudenza, non c’è molto da segnalare.
Qualche metro più in là, dove cominciano i chioschetti di bevande e panini o souvenirs, compaiono anche gli altri avvinazzati, un mix di africa ed est europa. non sempre si rivelano inquietanti… ti senti un po’ osservato e ti arriva la puzza di birra e fumo in ogni caso, ma con passo svelto e guardingo arrivi tranquillo alla meta.
Tra l’altro ultimamente ho visto spesso vigili, carabinieri, insomma i nostri tutori dell’ordine che passeggiavano di lì disperdendo automaticamente i brutti ceffi con la sola presenza. ben fatto!
Nel punto in cui bisogna girare l’angolo, oltre i chioschi, possono verificarsi poi tre situazioni:
1. suddette ucraine con suddetti paccottini neri non identificati.
2. caldarrostaro mafiosissimo dal quale non comprerei niente neanche sotto tortura.
3. cingalesi che vendono i paperotti di peluche che ballano o gli omini che vanno in bici da soli o i cagnolini che camminano poi si fermano abbaiano e riprendono a camminare (se fosse natale sarebbero ovviamente babbi natale).
sorpassato anche questo ostacolo e schivate le persone che arrivano in senso opposto pieni di zaini e valigie incuranti del resto del mondo, vi troverete davanti all’entrata laterale della stazione e qui al massimo c’è l’omino della free press che vi allunga il giornale: passate sereni.
Una volta entrati diciamo che le insidie si fanno meno evidenti e meno frequenti. basta andare dritti e determinati verso il tapis roulant e con un pò di pazienza si arriva su, ai binari.
il mio treno arriva sempre sul 7 o al massimo sul 6 o 5 in casi particolari. Sulla Freccia Rossa non ho mai notato niente di sospetto (tanto passa spesso anche la polizia…).
l’unico episodio di fastidio sta capitando ora, grazie ad un signore che sbraita e ogni tanto urla, ma la capotreno lo sta accompagnando in un’altra carrozza.
la cosa più fastidiosa in tutto ciò è che il signore (forse ubriaco perso?? sfattissimo? finto tonto?) non ha ascoltato la capotreno, ed è dovuto venire un suo collega maschio e di stazza più convincente per farlo spostare.
Ma io credo comunque nella fermezza femminile e faccio il tifo per tutte le capotreno del mondo.
ecco amici, non abbiate paura a viaggiare in treno nella splendida Italia!
Lo so in fondo io vi ho raccontato un viaggio in Alta Velocità, manco un regionale o peggio un Espresso per il meridione! (io l’ho preso solo 1 volta nella mia vita ma tanti amici mi hanno raccontato cose brutte brutte brutte).
vedere questo mondo così variopinto mi piace. soffro meno della mancanza della TV. e negli anni mi ha solidificato la corazza.
