Un souvenir appiccicoso da New York


Non è un marshmellow ma ci assomiglia. Cosa sarà? il souvenir che mi ha portato Alessia da New York :)

se volete regalarlo anche voi, senza andare fino in america, cercatelo su Amazon.

PS: c’è un po’ di pubblicità subliminale nella prima foto, ma è innocua non è vero?



Perchè ti sia di ispirazione


Dal blog del mio scrittore preferito, Jonathan Carroll, il post di oggi (il neretto è mio):

I was talking with DL about writing and said this. I thought it might be of some help to those of you who are wrestling with your own projects:

Part of creating is letting go. I remember very vividly when writing The Land of Laughs that I reached the part in the story where the dog speaks for the first time. I wrote the passage and stopped. I thought– the *dog* just spoke– that’s crazy. But a moment later I said okay, let’s just see where that goes. In an essential way it was the turning point of all writing I have done since then. My paradigm moment came about because I simply let go, accepted the nutty for fact, and kept moving. The Germans have a nice phrase about trust in romance– ‘fall back and I’ll catch you.’ The same could be applied to writing or any art, as far as I can see: If you believe you have it in you, write whatever it is you want and stop thinking about approaches or limitations or or or… Just *write* it. Clear your mind of hesitation and everything other than the sentence you are trying to write and do it. Then write the next one. The more you think about it, the less well you do it. Start with a phrase or a character you like or who intrigues you. Then begin to spin a spider’s web out from that center point. But don’t *think* about it. Very often when I begin a book or story, I only have a single line or image which I put down and then think–who is this? What are they like? ‘Haden was in trouble again’ is the beginning of GLASS SOUP only because I liked that line. After writing it I thought– who’s this Haden? He’s a handsome asshole. Okay, what does he do? Where is he? Etcetera. Don’t think about it– just be a spider and spin the web only you can design.

:*



“Ops… ci siamo dimenticati la sua borsa”


E finalmente oggi Abbinewyork mi ha risposto!

A quanto pare, dopo aver ricevuto l’ordine e il pagamento, si sono semplicemente dimenticati di spedirmi la borsa :)
E’ rimasta lì tranquilla e beata nei loro magazzini, la pigrona!

Justin del customer care si è scusato ammettendo l’errore e mi ha proposto due soluzioni:

  1. riaddebito dell’importo versato e amici come prima
  2. spedizione immediata della borsa corredata da un Abbi Key Chain come cadeau

ovviamente ho scelto la 2° proposta, perchè come già detto: voglio quella borsaaaaa!!!

quindi, ora incrociamo ben bene le dita affinchè vada tutto liscio nel tragitto e alla dogana e attendiamo.

mi sento molto più sollevata ora!
e poi diciamocelo, l’idea di dover mobilitare la blogosfera contro una azienducola di designer americani per ottenere una borsa per il portatile con le pailletes in effetti non mi convinceva al 100%…

[tags]abbinewyork, happyending, happy ending, borsa computer, laptop bag[/tags]



Un po’ di arte moderna in casa


Finalmente, dopo solo 11 mesi di standby logistici e non, siamo riusciti ad appendere il regalo di Natale 2006 di MrPanino. Ok ok.. non lo abbiamo proprio appeso noi… il merito di aver preso le misure, piantato i chiodi e messo su il quadro va al mio papà.

A lavori finiti (1 minuto penso ci sia voluto in tutto), ecco qui Michele soddisfatto e compiaciuto davanti al suo poster di Venezia made in Berlin by eBoy.

PS: in questa foto sembra incinto, ma non lo è :P
PPSS: non sembra che sia in una galleria d’arte anzichè nel “salotto” del nostro bilocale? eh? fiko :)

[tags]poster, eBoy, pixel art, arte, quadro, design, regalo natale[/tags]



EmilyKane appena scartata


dsc03174.JPG

per la prima volta io e EmilyKane faccia a faccia :)

(si è arrivata con 1 giorno di anticipo O_O incredibile! grazie Computer Discount!)

[tags]sony vaio pink, emilykane, cosmopolitan pink, laptop, girly notebook, felicità, unpacking[/tags]



Insegna curiosa


vista ieri in corso Sempione vicino all’arco della Pace.

Un “Sex shop” il cui slogan è “basta problemi”. Le due figure rannicchiate sembrano proprio sofferenti, come se avessero dei problemi di comunicazione veramente complessi, vedete si sfiorano appena gli alluci, e ne fossero profondamente dispiaciuti. Secondo me la ragazza è triste perchè pensa di avere le tette piccole e la cellulite, e il ragazzo invece si vergogna per i pelazzi sulla schiena e si è pentito di non aver fatto la circoncisione da piccolo. Insomma non è la Pet Therapy, nè la Musicoterapia, nè i fiori di Bach la loro cura, ma  un bel “sex shop”. Attenzione, non “shop sexy” cioè maliziosetto, ma proprio un negozio di sessi. Piccoli, grandi, esotici, classici. Giusto per variare e per sentirsi meglio con se stessi e con il proprio partner, per dire insieme “basta problemi”!!!

L’insegna qua sopra è una delle più inquietanti che abbia mai visto, mi mette l’angoscia dentro. Quei due poveri profili disperati mi fanno pena. Vi prego aprite il negozio dategli due giornaletti, qualcosa per divertirsi, svagarsi un po’…



Amore al tempo dei social networks


Aggiungere mrPanino su Facebook e poi cambiare lo status nel mio profilo da “engaged” e basta a “engaged to mrPanino” è stata un’emozione indescrivibile.
Perchè quel link non è solo una citazione o un endorsement, è proprio un legame.

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