Domenica sera a casa mia è sinonimo di stiro, ripiego e riordino dell’armadio (al fine di non perdere tempo la mattina per decidere cosa mettermi). Un’attività meccanica, svolta solitamente con totale svogliatezza.
L’altra sera, mentre passavo in rassegna le maglie, maglioncini, dolcevita e cardigan della mia pila… mi è venuto un flash.




Sulle passerelle e sulle riviste vige il must dei colori forti e io non faccio che stirare capi neri e grigio scuro!
Negli ultimi mesi ho comprato qualcosa di bianco e grigio chiaro, un trench caramello ma di colori veri e propri non ho nulla.
Tutto ciò mi sembra assurdo per cui ho svolto una verifica accurata sul campo\armadio da cui è emersa la conferma: ho solo 5 capi colorati a disposizione!
- 1 maglietta verde scuro,
- 1 dolcevita blu scurissimo
- 1 maglietta color salmone
- 1 cardigan color panna
- 1 top blu elettrico di Zara preso venerdì

forse è meglio se dò una scossa a questo noiosissimo guardaroba! Di sicuro prenderò qualcosa nei toni del corallo e del blu mentre l’arancio so già che non mi sta bene e lo userò solo sulle unghie. Il giallo è da aziendalista, con il verde ho già dato nella mia vita precedente, il viola lo vedo solo addosso alle vecchie-che-vogliono-fare-le-giovani.
Certo gli accessori sono importanti, e io di solito punto su foulard, sciarpine e collane per aggiungere colore ad un look, ma in certi periodi, come la primavera, ci vuole qualcosa di più sostanzioso e radicale (sempre nei limiti del dress code tollerato nell’ufficio dove lavoro). Fa bene all’umore!
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