Archive for libri

Alain de botton. Architettura e felicità

giovedì, ottobre 29th, 2009

“Il nostro amore per la casa è a sua volta il riconoscimento di quanto la nostra identità non si autodetermini. Ci serve una casa in senso psicologico oltre che in senso fisico, per compensare la nostra vulnerabilità. Ci serve un rifugio per puntellare i nostri stati mentali, perchè spesso il mondo ci rema contro. Ci servono stanze nostre per trovare una versione desiderabile di noi stessi e mantenere in vita i lati importanti, ma evanescenti, della nostra personalità.”

Inviato utilizzando un telefono cellulare Sony Ericsson

Posted via email from spery’s posterous

I bambini di Pinsleepe – Jonathan Carroll

giovedì, giugno 18th, 2009

“c’è una sola cosa più difficile che mettere giù un romanzo di Jonathan Carroll: dimenticarsene dopo aver voltato l’ultima pagina. Stephen King”

parole sante tratte dalla copertina di I bambini di Pinsleepe, Fazi editore (titolo originale A child across the sky).

grazie al regalo collettivo dei miei adorati ex-colleghi di Ogilvy dovrei aver completato la bibliografia di Jonathan Carroll. Certo l’obiettivo è avere sia la traduzione che la versione originale in lingua, ma non ho nessuna fretta.

Quest’estate potrei partire per il mare con una valigia piena dei suoi libri e dedicarmi per 5 giorni alla lettura e quindi al totale distacco dalla realtà.

Come tornerei dopo una vacanza del genere?

update: quanto tempo posso averci messo per finire il libro camminando e leggendo, mangiando e leggendo, poltrendo e leggendo? un giorno è  bastato: grazie pendolarismo!

In conversation we think out loud together

mercoledì, aprile 29th, 2009

In conversation we think out loud togeth

Inserito originariamente da inga_beretta

In conversation we think out loud together, trying to understand. (Pag 203)

The goddess guide (cerchiamo di imparare qualcosa)

lunedì, dicembre 10th, 2007

dsc03209.JPG

e dopo aver fatto la brava dunina d’casa* e stirato camicie e tshirt per 2 ore, mi concedo una serata in compagnia di una lettura istruttiva, piacevole, ispirante e fashionista.

The Goddess Guide
Gisèle Scanlon
HarperCollins Publishers
ISBN: 978-0007261437
(*= della serie, pigiamone di pile, trucco sbavato non rimosso per pigrizia estrema, calzettoni di lana, fascia di spugna in testa)

Sto leggendo e guardando (ma non facendo) Sex and the city

mercoledì, settembre 12th, 2007

Welcome to the Age of Un-Innocence. The glittering lights of Manhattan that served as backfrops for Edith Wharton’s bodice-heaving trysts are still glowing- but the stage is empty. No one has breackfast at Tiffany’, and no one has affairs to remember- instead, we have breakfast at seven AM and affairs we try to forget as quickly as possible. How did we get into this mess?

Così ho letto ieri a pagina 2 di Sex and the city di Candance Bushnell e già il magone cominciava a formarsi pian pianino. Poi, prosegue a pagina 29:

The problem is expectations. Older women don’t want to settle for what’s still available. They can’t find guys who are cool and vital, so they say screw it-I’d rather be alone. No, I don’t feel sorry for anyone who has expectations they can’t meet. I feel sorry for the loser guys who these women won’t look at. What they really want is Alec Baldwin.

vi ricordo che il nostro Alec negli anni ‘80 era così

ma oggi invece è così (aiuto!)

Insomma una tristezza dietro l’altra.. uomini che non si voglio impegnare e scaricano matematicamente chiunque, donne in carriera e disperatamente alla ricerca di qualcuno che le consideri per almeno 3 sere di fila, coppie che si sposano tanto per coprire le reciproche perversioni, altri che divorziano perchè dopo un anno “non è più come prima” ecc… che angoscia! Io Sex and the city visto in TV me lo ricordavo diverso, più divertente!

Allora ho riguardato la prima puntata, e a parte Carrie Bradshow riccia e quasi rossiccia (ma pur sempre una bellezza non c’è che dire) l’andazzo era lo stesso, mai vista tanta fedeltà al testo!

Letto sotto l’ombrellone

domenica, luglio 22nd, 2007

Image of E poi siamo arrivati alla fine

E poi siamo arrivati alla fine, di Joshua Ferris.
Parla della vita di un gruppo di colleghi in una agenzia pubblicitaria di Chicago, nel 2001, e dei loro modi di sopravvivere alla noia quotidiana.
Molto bello (lo consiglio) ma devo dire che non assomiglia minimamente alle mie esperienze in agenzie pubblicitarie…

[tags]joshua ferris, libro, letture, e poi siamo arrivati alla fine, colleghi[/tags]

Blogs are boring (?)

giovedì, maggio 31st, 2007

quoto dal blog di tale Andrew Keen*:

Enough of blogs and enough of bloggers! It’s bad enough that there are 70 million of them out there, littering the Internet with fast breaking news about what their authors ate for breakfast. But blogs are just one piece in the digital media revolution. They are boring to write (yawn), boring to read (yawn) and boring to discuss (yawn).

anche il mio capo, noto blogger e sostenitore del web 2.0, ultimamente ha in testa questa idea che i blog siano diventati noiosi.

Ma facciamo un passetto indietro. I blog sono scritti da persone vere, reali (così come le riviste cartacee o le trasmissioni televisive, i libri…) è normale e forse banale dire che (presumibilmente) se una persona è noiosa, saranno noiosi anche i contenuti che essa produce. E che, fondamentale, in giro ci sono mi-li-o-ni di persone che statisticamente hanno livelli di noiosità del tutto disomogenei.

Quello che penso io è che ad esser diventato noioso, no anzi, annoiato, sia l’occhio di Andrew (e del mio capo), abituatosi a leggere sempre lo stesso tipo di blog, di argomenti… O forse, concedetemi la provocazione, troppo pigro per trovare, filtrare, valutare e interagire con nuove fonti.

Perchè di varietà nella blogosfera ce nè in abbondanza.
Come dice Technorati: “Some of them have to be good” :)

uscirà tra pochi giorni in US il suo libro: “The cult of the amateur: how today’s Internet is killing our culture”.

I miei 5 libri sempreverdi

sabato, maggio 26th, 2007

Nuovo blog, solita minestra?
noooooo per carità! non si può cominciare *qualcosa* senza una adeguata dose di buoni propositi.
Scacciamo la pigrizia. Mi fermo per qualche minuto a riflettere su quelli che sono stati i 5 libri più importanti nella mia vita. E sappiate che è colpa sua.

Che cos’è la psicanalisi, Pierre Daco
(il libro è ancora nella mia vecchia cameretta, l’incipit non sono riuscita a trovarlo in rete)

primi anni delle superiori. Liceo Socio Psico Pedagogico. prime lezioni di psicologia.
questo libro ha segnato il mio periodo freudiano. ho letto molto e sono rimasta affascinata, da brava adolescente, dalla teoria dell’interpretazione dei sogni. Mi interessava così tanto che la notte sognavo di interpretare dei sogni che avevo appena fatto.. nel sogno… Arrivata a questo punto ho pensato che fosse un chiaro segno che il mio subconscio si era decisamente stufato di sopportare ste stronzate.

Panta Rei, Luciano de Crescenzo
(il libro è ancora nella mia vecchia cameretta, l’incipit l’ho trovato qui e fa così:

“Guardo una foto di quando avevo sedici anni e ne guardo una d’oggi. Dio, come sono cambiato! Poi mi chiedo: ma quando è successo? Di notte? Mentre dormivo? E come mai il mattino dopo non me ne sono accorto?”)

1994, solito liceo. Oltre alle ore di psicologia mi appassiono a quelle di filosofia. Per caso in libreria scopro questo libro di De Crescenzo su Eraclito e comincia la mia mania per De Crescenzo e per la mitologia greca. Lui è stato il primo autore che ho “collezionato”, del quale cioè ho letto quasi tutta la bibliografia. Questo modo di leggere, un po’ inquadrato e ripetitivo, ce l’ho tutt’ora e devo dire che mi piace molto. Appena trovo un autore che mi colpisce, prolungo l’entusiasmo del momento leggendo altre opere dello stesso autore. Quasi sempre si rivela una scelta vincente.

Il vizio dell’agnello, Andrea G. Pinketts
(il libro è ancora nella mia vecchia cameretta, l’incipit non sono riuscita a trovarlo in rete)

estate, è finita la scuola. noia pomeridiana.
Al centro commerciale compro un libro per aver qualcosa da fare durante il pomeriggio. Ne prendo uno dalla copertina giallo limone e dal titolo curioso. Lo leggo sul lettone matrimoniale dei miei genitori, distesa in mille posizioni diverse e con il ventilatore puntato addosso. In due giorni lo finisco e lo passo a mia mamma che però ci mette molto di più a leggerlo e non ne capisce l’ironia.
Divento una fans di Pinketts e non mi perdo un suo libro da lì al 2004. (è ora che mi aggiorni sulle sorti di Lazzaro Santandrea in effetti)

Le tribù di Internet, Mafe de Baggis
(il libro è ancora nella mia vecchia cameretta, l’incipit non sono riuscita a trovarlo in rete)

Università. Reggio Emilia, scienza della comunicazione. navigo, chatto, faccio tesine su cos’è il web e il web marketing. per documentarmi trovo questo libro. lo leggo in treno. anche a casa penso, però ho una immagine chiara di me che leggo questo libro sull’intereggionale e scrivo a matita: “non è giusto! lo volevo scrivere io questo libro!!!”
Da quelle pagine capisco di voler “”"”lavorare”"”" nell’internèt.

White apples, Jonathan Carroll
(il libro è ancora nella mia vecchia cameretta, l’incipit l’ho trovato qui e fa così:

“La Pazienza non vuole mai aprire la porta al Dubbio, poichè è un ospite sciagurato. Usa tutto ciò che è tuo senza fare attenzione a non distruggere quanto hai di più fragile e insostituibile. Se ciò accade, si limita a scrollare le spalle e se ne va. Senza chiedere il permesso, porta spesso con se amici equivoci: la diffidenza, la gelosia, l’avidità, e tutti insieme si mettono a spadroneggiare e a cambiare la disposizione dei mobili nelle tue stanze come vogliono. Parlano bizzarre lingue misteriose senza preoccuparsi di tradurre quel che dicono. Cucinano strani piatti nel tuo cuore che lasciano strani odori e sapori ancor più strani. Quando finalmente se ne vanno, che ne sarà di te? Ti lasceranno felice o addolorato? Rimane soltanto la Pazienza con la ramazza in mano.”)

E’ stato come innamorarsi, come trovare qualcuno come te. Come avere qualcosa di prezioso tra le mani. E sai che non lo potrai condividere con molte persone.
Di Carroll ho quasi tutti i libri, sia in italiano che in inglese. White apples l’ho letto 2 volte in italiano e 3 in inglese…
E pensare che l’avevo comprato come regalo di natale per la mia mamma.

Ora passo la palla a Lalla, Morgana (con calma, quando torna), Mucio, Bea, Tony (al quale devo ancora un meme)