I miei 5 libri sempreverdi


Nuovo blog, solita minestra?
noooooo per carità! non si può cominciare *qualcosa* senza una adeguata dose di buoni propositi.
Scacciamo la pigrizia. Mi fermo per qualche minuto a riflettere su quelli che sono stati i 5 libri più importanti nella mia vita. E sappiate che è colpa sua.

Che cos’è la psicanalisi, Pierre Daco
(il libro è ancora nella mia vecchia cameretta, l’incipit non sono riuscita a trovarlo in rete)

primi anni delle superiori. Liceo Socio Psico Pedagogico. prime lezioni di psicologia.
questo libro ha segnato il mio periodo freudiano. ho letto molto e sono rimasta affascinata, da brava adolescente, dalla teoria dell’interpretazione dei sogni. Mi interessava così tanto che la notte sognavo di interpretare dei sogni che avevo appena fatto.. nel sogno… Arrivata a questo punto ho pensato che fosse un chiaro segno che il mio subconscio si era decisamente stufato di sopportare ste stronzate.

Panta Rei, Luciano de Crescenzo
(il libro è ancora nella mia vecchia cameretta, l’incipit l’ho trovato qui e fa così:

“Guardo una foto di quando avevo sedici anni e ne guardo una d’oggi. Dio, come sono cambiato! Poi mi chiedo: ma quando è successo? Di notte? Mentre dormivo? E come mai il mattino dopo non me ne sono accorto?”)

1994, solito liceo. Oltre alle ore di psicologia mi appassiono a quelle di filosofia. Per caso in libreria scopro questo libro di De Crescenzo su Eraclito e comincia la mia mania per De Crescenzo e per la mitologia greca. Lui è stato il primo autore che ho “collezionato”, del quale cioè ho letto quasi tutta la bibliografia. Questo modo di leggere, un po’ inquadrato e ripetitivo, ce l’ho tutt’ora e devo dire che mi piace molto. Appena trovo un autore che mi colpisce, prolungo l’entusiasmo del momento leggendo altre opere dello stesso autore. Quasi sempre si rivela una scelta vincente.

Il vizio dell’agnello, Andrea G. Pinketts
(il libro è ancora nella mia vecchia cameretta, l’incipit non sono riuscita a trovarlo in rete)

estate, è finita la scuola. noia pomeridiana.
Al centro commerciale compro un libro per aver qualcosa da fare durante il pomeriggio. Ne prendo uno dalla copertina giallo limone e dal titolo curioso. Lo leggo sul lettone matrimoniale dei miei genitori, distesa in mille posizioni diverse e con il ventilatore puntato addosso. In due giorni lo finisco e lo passo a mia mamma che però ci mette molto di più a leggerlo e non ne capisce l’ironia.
Divento una fans di Pinketts e non mi perdo un suo libro da lì al 2004. (è ora che mi aggiorni sulle sorti di Lazzaro Santandrea in effetti)

Le tribù di Internet, Mafe de Baggis
(il libro è ancora nella mia vecchia cameretta, l’incipit non sono riuscita a trovarlo in rete)

Università. Reggio Emilia, scienza della comunicazione. navigo, chatto, faccio tesine su cos’è il web e il web marketing. per documentarmi trovo questo libro. lo leggo in treno. anche a casa penso, però ho una immagine chiara di me che leggo questo libro sull’intereggionale e scrivo a matita: “non è giusto! lo volevo scrivere io questo libro!!!”
Da quelle pagine capisco di voler “”"”lavorare”"”" nell’internèt.

White apples, Jonathan Carroll
(il libro è ancora nella mia vecchia cameretta, l’incipit l’ho trovato qui e fa così:

“La Pazienza non vuole mai aprire la porta al Dubbio, poichè è un ospite sciagurato. Usa tutto ciò che è tuo senza fare attenzione a non distruggere quanto hai di più fragile e insostituibile. Se ciò accade, si limita a scrollare le spalle e se ne va. Senza chiedere il permesso, porta spesso con se amici equivoci: la diffidenza, la gelosia, l’avidità, e tutti insieme si mettono a spadroneggiare e a cambiare la disposizione dei mobili nelle tue stanze come vogliono. Parlano bizzarre lingue misteriose senza preoccuparsi di tradurre quel che dicono. Cucinano strani piatti nel tuo cuore che lasciano strani odori e sapori ancor più strani. Quando finalmente se ne vanno, che ne sarà di te? Ti lasceranno felice o addolorato? Rimane soltanto la Pazienza con la ramazza in mano.”)

E’ stato come innamorarsi, come trovare qualcuno come te. Come avere qualcosa di prezioso tra le mani. E sai che non lo potrai condividere con molte persone.
Di Carroll ho quasi tutti i libri, sia in italiano che in inglese. White apples l’ho letto 2 volte in italiano e 3 in inglese…
E pensare che l’avevo comprato come regalo di natale per la mia mamma.

Ora passo la palla a Lalla, Morgana (con calma, quando torna), Mucio, Bea, Tony (al quale devo ancora un meme)

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5 commenti, Comment or Ping

  1. feed aggiornati.. e complimenti per il trasferimento finalmente nella mia piattaforma preferita ^^

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    maggio 26th, 2007

  2. Si E’ stato come innamorarsi.
    Carrol ha questa capacità.
    Come Coe , in modo diverso, senza dubbio

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    maggio 26th, 2007

  3. Bea

    wow..raccolgo e prometto di impegnarmi…tanto oggi sono sola in negozio e non ho nulla da fà!
    ps. – ma quand’è che vieni quiii? io ormai mi sento come se ti conoscessi da una vita e invece..

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    maggio 27th, 2007

  4. Pia

    Jonathan Carroll blog!
    http://www.jonathancarroll.com

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    maggio 27th, 2007

  5. Spery, che profumo di pulito e di nuovo si respira qui su WP :D !

    Per il resto che bella cosa, mi metto subito a pensare… Non è mica tanto facile però sceglierne 5.. uhm o_0

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    maggio 27th, 2007

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